Parlare di ROI nelle scommesse è corretto?

roi nelle scommesse

Il Roi nelle scommesse

 

Rispondiamo subito alla domanda fondamentale: no, parlare di ROI nelle scommesse non è corretto, o almeno vanno fatte delle precisazioni. Andiamo per gradi. Con il termine ROI si fa riferimento al Return On Investment (cioè ritorno sull’investimento). È un concetto che nasce nel mondo della finanza e si riferisce al ritorno economico che ci si aspetta, solitamente, dopo aver investito una certa somma. In altre parole indica quale sia il guadagno in percentuale sul nostro investimento.

Dunque, tornando al mondo del betting, il ROI non è lo strumento che ti fa vincere, ma è l’unico parametro che può dirti se stai vincendo o meno. Se nel lungo termine il tuo ROI è in positivo vuol dire che quello che investi ti sta fruttando un guadagno.

Per questo motivo il ROI è anche il miglior parametro per giudicare le capacità di uno scommettitore. Più alto sarà il valore del ROI che riuscirà a mantenere a lungo termine, maggiori saranno i suoi guadagni.

 Quindi perché non è corretto parlare di ROI nelle scommesse? Facciamo un esempio per spiegare il concetto.

Ipotizziamo che uno scommettitore medio piazzi in un anno 1000 scommesse, investendo su ognuna 50€. In totale in un anno avrà investito 50.000€. Se a fine anno sul suo conto si ritroverà 70.000€ vorrà dire che avrà avuto (in quell’anno) un ROI del 40%, che si traduce in un guadagno netto di 20.000€. Fino a qui niente di particolare rispetto al concetto di ROI che si applica normalmente ai prodotti finanziari. Cioè, se ad inizio anno investo 50.000€ in azioni ed a fine anno, vendendole, riesco a guadagnare 70.000€ avrò ottenuto lo stesso un ROI del 40%.

Tuttavia, quello di cui il ROI applicato al betting non tiene conto è la modalità di investimento. Lo scommettitore medio dell’esempio non ha dovuto investire l’intera somma di 50.000€ all’inizio dell’anno. Questo perché ha realizzato 1000 “piccoli” investimenti da 50€ l’uno. Potenzialmente, il suo reale investimento iniziale potrebbe essere stato di 1500€/2000€. Vincendo man mano un’alta percentuale di scommesse ha ottenuto lo stesso guadagno di chi aveva la forza economica di investire ad inizio anno 50.000€ in azioni.

 

ROI e tasso di accuratezza

 

Ma è veramente possibile guadagnare con il betting 20.000€ partendo da un investimento iniziale di 2000€? La risposta è si, ma bisogna tenere in considerazione un altro fattore oltre al ROI: il tasso di accuratezza. In altre parole, la percentuale di scommesse vincenti. Se il ROI è il parametro che ci dice se stiamo vincendo o meno, il tasso di accuratezza è quello che misura la nostra reale possibilità di vittoria. Per tornare all’esempio precedente, ipotizziamo che quello scommettitore abbia piazzato tutti i 1000 investimenti da 50€ su singole a quota 2.00. Per realizzare un guadagno di 20.000€ ha dovuto mantenere un tasso di accuratezza del 70%. Ovviamente, se riuscisse ad aumentare il proprio tasso di accuratezza aumenterebbe anche il suo ROI e quindi i suoi guadagni.

 Per concludere, nel betting è importante conoscere cosa sia il ROI e come misurarlo realmente in questo contesto. Ma per una strategia vincente è impossibile prescindere dal proprio tasso di accuratezza.

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